Ritratto della Polonia dei primi anni 80 nonché amara elegia funebre al proprio paese.
Un Kieslowski minore rispetto a quello che verrà, ma comunque un interessante lavoro, visceralmente intimo e politico, espresso con rara sensibilità.
L'autunno è la primavera dell'inverno. Appunti e ricordi sul (mio) cinema.
Ritratto della Polonia dei primi anni 80 nonché amara elegia funebre al proprio paese.
Un Kieslowski minore rispetto a quello che verrà, ma comunque un interessante lavoro, visceralmente intimo e politico, espresso con rara sensibilità.
Un classico della fantascienza, un inno alla pace e al progresso scientifico.
Con idee affascinanti, anche profetiche ed alcune scenografie notevoli.
Un po' didascalico magari, ma è uno spettacolo di discreta potenza evocativa e forza visionaria.
Discreto ritratto della gioventù italiana del boom, incerta tra materialismo e sentimenti puri.
Atmosfera sensuale e rarefatta, sullo sfondo una Sardegna mozzafiato.
Vancini, regista politico, ci presenta lo scontro tra purezza e corruzione borghese.
Mediterraneo e metacinematografico.
Il dibattersi dell'eroe nel dissidio tra desiderio e logica.
Seminale opera di Godard.
L'inclusività morbosa, la comunità come agente mutageno-parassitario dell'individuo.
Classismo sociale e razzismo.
Sicuramente corposo questo esordio alla regia di Peele, che pur rifacendosi a temi già trattati, ne dà una versione originale e coinvolgente.
Morboso, luccicante, rigoglioso.
Studente borghese viene invitato da un suo compagno di Oxford a trascorrere l'estate a Saltburn, la lussuosa tenuta della sua ricchissima famiglia...
La Fennell, con un talento visivo fuori dal comune ed un ottimo lavoro sul cast, si conferma regista di spessore.