Minimalista, bizzarro, pudico, ironico.
Un Bukowski dei giorni nostri dedito all'alcol e alla ricerca della felicità.
Forse il film più bello diretto da Steve Buscemi.
Minimalista, bizzarro, pudico, ironico.
Un Bukowski dei giorni nostri dedito all'alcol e alla ricerca della felicità.
Forse il film più bello diretto da Steve Buscemi.
Western edificante, che rinuncia ai classici topoi del genere per proporci una storia diversa.
La sceneggiatura alterna sapientemente momenti ironici, alcuni più duri e drammatici e altri quasi da survival movie.
Film che anticipò In nome di Dio di John Ford.
Duro, intenso, lucido.
Il ritrovamento di un baule pieno di denti d'oro e lo svelamento di alcuni segreti celati per anni sono al centro di questo dramma tedesco presentato a Cannes 1990.
Graser affronta il ritorno del rimosso senza retorica, dove gli spettri di un passato non troppo lontano rincompaiono inesorabili.
Teso, intrigante, arguto.
Il primo film da regista di Parrish è un dinamico noir senza fronzoli e ben sceneggiato.
La scelta di ambientare gran parte della storia in un fatiscente parco per roulotte regala al film uno spaccato crudo e insolito dell'America del dopoguerra.
Nostalgico e commovente.
Imperfetto ma comunque interessante.
Il viaggio di un padre attraverso l'Italia che va a visitare, a sorpresa, i propri figli.
Un Tornatore minore ma che merita.
Calibrato, elegante, misterioso, coinvolgente.
Un intenso dramma familiare che inizia in modo insolito e si conclude in modo sconvolgente.
Difficile non rimanere scossi o turbati alla fine della visione.
Desolato, duro, rigoroso.
Un quadro amaro di un'esistenza inaridita.
Forse un Nuri Bilge Ceylan minore, ma pur sempre profondo ed interessante.
Ispirato alla lavorazione del film La regina d'Africa.
Eastwood dirige se stesso nei panni congeniali di Huston, uno spirito aspro e sprezzante ma antiformista e antirazzista, che è in preda ad una ossessione.
Non una delle sue migliori regie ma comunque valido, con una splendida fotografia.
Tutti contro tutti (2013)
Rolando Ravello.
Alessandro D'Alatri.
Mimì - Il principe delle tenebre (2023)
Brando De Sica.
Un'opera militante che critica aspramente lo sfruttamento dei contadini e il neocolonialismo.
Girato in 16mm, unisce il realismo rurale alla tradizione orale e simbolica etiope.
Uno dei film africani più importanti degli anni 70.
Realistico, crudo, potente.
L'orrore negli anni del blocco di Leningrado, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Uno sguardo intimo e devastante sulla sopravvivenza umana.
Ambizioso e complesso, seducente e ineffabile.
Tre universi distanti e diversi che si amalgano offrendo molteplici interpretazioni.
"Il tempo è una finzione inventata dagli uomini".
Da un fatto di cronaca vera (il cedimento di una scala che travolge un folto gruppo di dattilografe in cerca di lavoro) una lucida raffigurazione della società italiana del dopoguerra.
De Santis gira un film corale che risulta magistrale, coinvolgente e privo di retorica.
Da recuperare.
Al vertice della sua carriera Fox viene colpito dal Parkinson...
E lui ce lo racconta con la sua usuale autoironia.
Bel documentario che tratta con discrezione, sofferenza e meraviglia, la fantastica storia di uno degli attori più iconici degli anni '90.
Una troupe scalcinata impegnata nelle riprese di un film a basso costo...
Alternando realtà e sogno, colore e B/N, DiCillo confeziona un film fresco, curioso e divertente.
Ottimo e ben assortito il cast, guidato da un Buscemi delizioso.