Peculiare, saturnino, affascinante, spiazzante.
Un ibrido ineffabile sul senso ricorsivo e atavico della perdita.
Un film che non può lasciare indifferenti.
Peculiare, saturnino, affascinante, spiazzante.
Un ibrido ineffabile sul senso ricorsivo e atavico della perdita.
Un film che non può lasciare indifferenti.
Sobrio, essenziale, duro, coinvolgente.
Storia dell’affido congiunto di un bambino a genitori separati.
Tra i pregi, una solida sceneggiatura e un'ottima direzione del cast su cui spicca la straordinaria performance di Thomas Gioria nella parte del figlio.
Opera prima non priva di difetti ma efficace.
Controverso e imperfetto, un film che non può lasciare indifferenti.
Opera coraggiosa considerando che era quasi impossibile rendere sullo schermo il folle delirio consumistico-reaganiano-edonista del capolavoro di Ellis da cui è tratto.
Da rivalutare.
Un road movie atipico, cinico, dolente e simbolico.
Con un tocco di realismo magico.
Un film poco ottimista ma che riesce a convertire la rovina in bellezza.
Verace, piccante, ironico.
Girotondo erotico-grottesco nonché acuminata satira di costume.
Magistrale Tognazzi come "macho" calcolatore, impagabili le tre grazie, pudiche e assatanate.
Notevole commedia firmata Alberto Lattuada.
Originale, insolito, virtuoso, stimolante.
Coraggioso e ambizioso.
Un ibrido che mescola il cinema horror con il dramma sociale, andando a toccare temi come la maternità, la differenza di classe, le diversità razziali.
Appetitoso.
Caustico, intenso, cinico.
La dissezione sociale del ceto alto col suo carico di ipocrisie, torbidezze e sotterfugi.
Monicelli gira un buon film con una sceneggiatura vigorosa e sanguigna.