Raffinato, cupo, solido.
Tecnicamente invidiabile.
La discesa negli inferi di un compositore talentuoso, tra ossessioni e raptus incontrollabili.
Con un finale maestoso.
Raffinato, cupo, solido.
Tecnicamente invidiabile.
La discesa negli inferi di un compositore talentuoso, tra ossessioni e raptus incontrollabili.
Con un finale maestoso.
Sfaccettato, coinvolgente, incalzante.
Un ginepraio avvelenato dai condizionamenti sociali e dai mass media.
Un ingegnoso dramma sociale con venature thriller girato con la solita maestria.
Un altro buon film firmato Asghar Farhadi.
Sobrio, doloroso, sottile.
Identità e doppie vite, inganni e segreti.
In cerca della verità, attraverso un cammino di introspezione, rivelazione, accettazione.
Opera prima coraggiosa, supportata da una discreta sceneggiatura.
Fresco, spontaneo, convincente.
Un road movie urbano inseguendo una maturità tardiva.
Opera prima interessante firmata Léonor Serraille, ben diretta e ben recitata.
Bande di bambini afghani che vivono in vecchi avamposti sovietici.
Lavoratori delle miniere millenarie di lapislazzuli.
Postazioni di soldati americani che barattano ottone dei proiettili.
Un ibrido tra docu e fiction, portato a termine dopo 7 anni di riprese.
Un'opera prima imperfetta ma ammaliante ed originale.
Crudo, indipendente, realistico.
La vita di un eroinomane impotente e delle sue amicizie.
Secondo capitolo della trilogia di Morrissey, girato in soli otto sabati pomeriggio.
Piccolo cult.