Avvincente, commovente, genuino.
La fiera dignità della miseria.
Roma durante l'espansione edilizia di quegli anni fra palazzoni e borgate abusive.
Un ritorno al neorealismo del grande De Sica.
Avvincente, commovente, genuino.
La fiera dignità della miseria.
Roma durante l'espansione edilizia di quegli anni fra palazzoni e borgate abusive.
Un ritorno al neorealismo del grande De Sica.
Angosciante, misterico, psicologico.
L’elaborazione di un trauma trasfigurato in un neofolk country horror.
Con un magistrale uso del sonoro e delle musiche e con un cast superlativo.
Ad oggi il miglior Garland, per chi scrive.
Cupo, serrato, claustrofobico.
Lo scambio simbolico e la morte.
Dolorosissima ed acuta riflessione sul destino, sulla sorte, sul senso di fatalità.
Coraggiosa e indimenticabile opera prima di Géla Babluani.
Fresco, onesto, luminoso, verace.
Incontri estivi nel limbo madrileno di Agosto.
La necessità di socializzare per (ri)trovare se stessi.
Diretto con mano sicura da Jonás Trueba.
Teso, essenziale, onesto.
La lotta partigiana ambientata in terra genovese.
Girato con pochi mezzi e finanziato da una partecipazione collettiva.
Piccolo documento storico e primo film di finzione di Lizzani, privo di demagogie e speculazioni.
Intenso, significativo, vigoroso.
Spietato.
Lucida invettiva contro le classi politiche dirigenti votate alla speculazione edilizia e al particolarismo.
Cinema d'inchiesta e denuncia sociale ancora oggi inossidabile.
Uno dei migliori Rosi.
Ieratico, scabro, rarefatto, peculiare.
Luci fredde e atmosfera inquietante.
Un seducente mix di stregoneria secentesca, bigottismo e paure ancestrali.
Opera prima di Robert Eggers, basata su storie di folclore.
Uno degli horror più significativi dell'ultimo decennio.